mercoledì 15 luglio 2026

Necronomicon: il libro maledetto che non è mai stato scritto

 

Pochi oggetti nella storia della letteratura hanno suscitato tanto fascino e inquietudine quanto il Necronomicon. Descritto come un grimorio capace di evocare antichi dèi, fatto di pagine rilegate in pelle umana e scritto col sangue, questo libro sarebbe in grado di scatenare follia e distruzione in chiunque osi leggerlo. Se esiste un volume che incarna il terrore dell'ignoto, questo è il Necronomicon.

C'è solo un problema: il Necronomicon non è mai esistito.

Il Necronomicon è uno pseudobiblion, cioè un libro fittizio, un espediente narrativo usato per dare verosimiglianza ai propri racconti. L'autore di questa trovata è Howard Phillips Lovecraft (1890-1937), il maestro del "terrore cosmico" che ha rivoluzionato la letteratura horror del Novecento. Lo stesso Lovecraft, vedendo che molti lettori iniziavano a credere alla reale esistenza del libro, fu costretto a smentire pubblicamente la sua creatura, confessando che si trattava di un'invenzione letteraria.

La parola "Necronomicon" sarebbe apparsa a Lovecraft in sogno. Lui stesso la tradusse, in modo piuttosto approssimativo, come "la descrizione delle leggi dei morti", dalle parole greche nekros (cadavere), nomos (legge) ed eikon (immagine). Curiosamente, gli studiosi hanno osservato che questa etimologia è filologicamente errata, perché -ikon non è che un suffisso aggettivale senza relazione con il termine eikon.

Per rendere il suo grimorio più credibile, Lovecraft ne inventò anche l'autore: il poeta Abdul Alhazred, un personaggio tanto affascinante quanto terrificante.

Lovecraft immaginò che Alhazred fosse nato a Sanaá, nello Yemen, e che fosse vissuto all'epoca del califfato omayyade, intorno al 700 d.C.. Dopo aver visitato le rovine di Babilonia e aver trascorso dieci anni nel deserto arabo, avrebbe scritto a Damasco il Kitab al-Azif (il titolo originale del libro), un'opera in cui raccontava gli antichi segreti di una razza precedente all'uomo e le modalità per evocare i Grandi Antichi (Cthulhu, Yog-Sothoth e altri esseri cosmici). La sua fine, raccontava Lovecraft, fu degna del suo libro: nel 738 d.C., lo storico Ebn Khallikan (personaggio realmente esistito) avrebbe tramandato che Alhazred "fu afferrato da un mostro invisibile in pieno giorno e orribilmente divorato davanti a una moltitudine di testimoni atterriti".

Anche il nome Alhazred è un capolavoro di inganno letterario. Lovecraft scelse questo pseudonimo già da bambino, e suona come una deformazione fonetica dell'espressione inglese all has read ("ha letto tutto"), un soprannome che gli si addiceva per la sua voracità di lettore. Inoltre, il nome è grammaticalmente impossibile in arabo, un indizio che Lovecraft lasciò volutamente per chi fosse abbastanza esperto da riconoscerlo.

Per rendere la finzione ancora più credibile, Lovecraft costruì per il Necronomicon un'intera e dettagliata storia fittizia, che scrisse nel 1927 e che fu pubblicata dopo la sua morte con il titolo History of the Necronomicon. Questa cronologia descriveva traduzioni, edizioni e soppressioni del libro nel corso dei secoli, mescolando personaggi inventati con figure realmente esistite (come il medico danese Olaus Wormius, il matematico John Dee, e il patriarca Michele Cerulario).

Questa minuziosa ricostruzione ebbe l'effetto desiderato: quando Lovecraft citava il Necronomicon nei suoi racconti come se fosse un'opera realmente esistente, creava un'inquietante "aura di autenticità" che rendeva le sue storie più credibili. Scrittori suoi amici e contemporanei, come August Derleth e Clark Ashton Smith, contribuirono a diffondere il mito citando il Necronomicon nelle loro opere, creando un gioco letterario che non aveva eguali.

Quello che Lovecraft non poteva prevedere è che la sua invenzione avrebbe assunto vita propria, superando il confine tra letteratura e realtà con una potenza tale da durare fino ai giorni nostri.

Già negli anni Quaranta, un antiquario di New York inserì nel suo catalogo il Necronomicon, descrivendolo minuziosamente e fissandone il prezzo. Qualcuno aggiunse una scheda del libro nel catalogo della Biblioteca dell'Università di Yale, e la cosa non venne notata per anni. Nel 1967, lo scrittore L. Sprague de Camp, tornando da un viaggio in Iraq, acquistò un manoscritto che credeva potesse essere una copia, per poi scoprire che era un falso ottocentesco. Nonostante tutto, lo pubblicò ugualmente, contribuendo alla leggenda. Negli anni Settanta, lo scrittore Colin Wilson arrivò a sostenere che Lovecraft aveva mentito sull'inesistenza del libro per nascondere il fatto che suo padre, massone, ne possedeva una copia autentica.

La consacrazione definitiva arrivò con la pubblicazione del cosiddetto "Necronomicon di Simon" (1977), un grimorio che si presentava come l'autentico libro di Alhazred, basato su una mitologia sumera in realtà del tutto estranea ai racconti di Lovecraft. Nonostante le polemiche, questo falso ottenne un tale successo che oggi, in molte librerie, il termine "Necronomicon" indica proprio un grimorio di magia mesopotamica.

Dalla penna di Lovecraft, il Necronomicon è passato al cinema, ai fumetti, ai videogiochi, e persino alla cultura popolare. Si è materializzato nell'immaginario collettivo: molti sono ancora convinti che esista davvero. Non è difficile crederlo: una storia dettagliata, una cronologia precisa, un autore "pazzo" che profetizza la sua stessa morte... e poi le traduzioni latine, le biblioteche che ne custodiscono copie, le edizioni stampate in caratteri gotici.

Tutto è pensato per far credere che il libro esista davvero. Che sia chiuso in qualche biblioteca. Che aspetti solo di essere letto.

Ma, come scrisse lo stesso Lovecraft in una lettera:

"Ora, riguardo ai 'libri terribili e proibiti'... non c'è mai stato alcun Abdul Alhazred o Necronomicon, perché ho inventato io stesso questi nomi."

Eppure, se sentite un fruscio tra le pagine di un vecchio libro rilegato in pelle, o vedete un titolo sbiadito che recita Al Azif... forse, solo forse, potrebbe essere meglio non aprirlo. Perché, come diceva Alhazred: "Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti".



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