Nella mitologia cinese esistono racconti nei quali la nascita dell'umanità non è il risultato di un progetto ordinato, ma la conseguenza di una catastrofe dalla quale sembra impossibile salvarsi. Il mondo viene sommerso dalle acque, gli esseri viventi scompaiono e soltanto due figure riescono a sopravvivere. Da loro discenderà una nuova umanità. È una storia antichissima, tramandata attraverso diverse tradizioni popolari, nella quale compaiono due personaggi destinati a occupare un posto fondamentale nell'immaginario religioso e culturale cinese: Fuxi e Nüwa.
I due vengono spesso rappresentati insieme, con il busto umano e la parte inferiore del corpo simile a quella di un serpente o di un drago. Le loro code si intrecciano, formando un'immagine che richiama l'unione degli opposti e l'equilibrio cosmico. Nelle raffigurazioni tradizionali possono anche reggere strumenti simbolici: Fuxi il compasso e Nüwa la squadra. Non sono semplici attributi decorativi, ma rappresentazioni dell'ordine, della misura e dell'organizzazione del mondo.
Fuxi è considerato uno dei grandi sovrani culturali della Cina leggendaria, uno dei Tre Sovrani, insieme a Shennong e Huangdi. La tradizione gli attribuisce l'invenzione degli otto trigrammi, i bagua, alla base di importanti sistemi di divinazione e interpretazione cosmologica. Gli vengono inoltre riconosciuti l'insegnamento della pesca, della caccia, della preparazione del cibo e l'introduzione di regole per organizzare la società. È il personaggio al quale la memoria mitologica attribuisce il passaggio da un'esistenza primitiva a una vita regolata da conoscenze e istituzioni.
Nüwa, invece, possiede una dimensione ancora più direttamente legata alla creazione e alla sopravvivenza del genere umano. In una delle tradizioni più conosciute, modella gli esseri umani utilizzando l'argilla gialla, dando loro forma e vita. In un altro racconto fondamentale, ripara il cielo dopo una catastrofe cosmica che ha spezzato l'equilibrio tra le forze naturali. Raccoglie pietre di cinque colori, le fonde e le utilizza per chiudere le lacerazioni della volta celeste. La sua figura diventa così quella di una divinità creatrice, protettrice e restauratrice dell'ordine universale.
Ma esiste anche una tradizione popolare nella quale il destino dei due personaggi si intreccia con quello del Signore del Tuono, Lei Gong, e con una delle immagini più suggestive della mitologia cinese: una gigantesca zucca capace di salvare i progenitori dell'umanità da un diluvio.
Secondo questa versione, Fuxi e Nüwa erano ancora bambini quando si trovarono coinvolti in una vicenda che avrebbe cambiato il destino del mondo. Il loro padre era riuscito a catturare Lei Gong, una divinità terrificante associata al tuono. Il suo aspetto era spaventoso: pelle blu, volto simile a quello di una scimmia, tre occhi, becco da rapace e corna. Portava con sé un'ascia e un maglio, mentre i suoi tamburi producevano il fragore dei temporali.
Dopo averlo rinchiuso in una gabbia di ferro, il padre dei bambini dovette allontanarsi. Prima di partire ordinò loro di non avvicinarsi al prigioniero e soprattutto di non offrirgli né cibo né acqua. Lei Gong, rimasto solo con i due piccoli, cominciò a lamentarsi della sete. Le sue richieste si fecero sempre più insistenti, finché Fuxi, mosso dalla compassione, decise di concedergli una sola goccia d'acqua.
Sembrava un gesto insignificante, ma per il prigioniero fu sufficiente. Non appena l'acqua entrò in contatto con il suo corpo, Lei Gong recuperò la propria forza e spezzò le sbarre della gabbia. La tempesta tornò a infuriare e i bambini si trovarono davanti a una creatura che avrebbe potuto distruggerli. Il dio, tuttavia, non aveva intenzione di punirli. Al contrario, ricordava che proprio la loro compassione gli aveva restituito la libertà.
Per ringraziarli, si strappò un dente e lo consegnò a Fuxi. Gli spiegò che, una volta piantato nel terreno, sarebbe diventato una zucca dalle proprietà straordinarie. Poi scomparve, accompagnato dal fragore del temporale.
I bambini seguirono le sue istruzioni e piantarono il dente. In pochissimo tempo dalla terra germogliò una zucca enorme, destinata a diventare il loro unico rifugio. Nel frattempo il diluvio si era abbattuto sul mondo. Le acque continuarono a salire, sommergendo ogni cosa e minacciando di cancellare ogni forma di vita.
Quando il padre tornò, trovò i figli al sicuro all'interno della gigantesca zucca, mentre l'acqua aveva ormai invaso la terra. La loro sopravvivenza era legata a quell'oggetto miracoloso, nato da un gesto di pietà nei confronti di una divinità che avrebbe potuto essere considerata un nemico.
Il racconto non termina necessariamente nello stesso modo in tutte le versioni. Le tradizioni popolari cinesi presentano numerose varianti: cambiano i protagonisti, i dettagli della liberazione del dio, le modalità con cui viene annunciato il diluvio e persino il modo in cui i sopravvissuti danno origine alla nuova umanità. In alcune narrazioni Fuxi e Nüwa sono fratello e sorella, gli unici esseri umani rimasti dopo la catastrofe, e diventano gli antenati delle generazioni successive.
È proprio qui che la leggenda assume una dimensione particolare. La storia dei due superstiti non appartiene esclusivamente alla mitologia cinese di tradizione imperiale. Racconti molto simili sono stati raccolti anche tra i popoli Miao e in altre comunità della Cina meridionale e sud-occidentale. La zucca, in queste tradizioni, non è soltanto un contenitore capace di galleggiare sulle acque: rappresenta il grembo simbolico dal quale può rinascere la vita dopo la distruzione.
Gli studiosi hanno osservato somiglianze tra queste narrazioni e le leggende di Fuxi e Nüwa, ipotizzando scambi e sovrapposizioni tra tradizioni culturali differenti. Non è quindi corretto immaginare un'unica versione originaria, immutabile e condivisa da tutta la Cina. La mitologia popolare si è sviluppata attraverso secoli di trasmissioni orali, contaminazioni e reinterpretazioni.
Il tema del diluvio, inoltre, compare in numerose culture del mondo. Dalla Mesopotamia alla tradizione biblica, fino ai racconti di diversi popoli asiatici e americani, ritorna l'immagine di una catastrofe che cancella il mondo conosciuto e lascia sopravvivere pochi individui incaricati, direttamente o indirettamente, di garantire la continuità della vita. Le somiglianze non dimostrano necessariamente un'origine comune, ma rivelano quanto sia universale il bisogno umano di raccontare la distruzione e la rinascita.
Nel caso di Fuxi e Nüwa, la simbologia è particolarmente ricca. Le loro figure intrecciate rappresentano l'unione delle forze complementari, mentre il loro ruolo di progenitori richiama la continuità della specie. Fuxi incarna la conoscenza e l'organizzazione della civiltà; Nüwa la creazione e la capacità di riparare ciò che è stato distrutto. Insieme rappresentano un mondo che, dopo il caos, ritrova la possibilità di ricostruirsi.
La loro importanza non risiede soltanto nell'essere considerati antenati mitologici dell'umanità. Fuxi e Nüwa sono anche immagini dell'ordine che nasce dal disordine, della conoscenza che permette di superare la condizione primitiva e della vita che riesce a sopravvivere persino quando tutto sembra perduto.
E forse il particolare più significativo della leggenda del dente di Lei Gong è proprio il gesto che mette in moto l'intera vicenda. Fuxi disobbedisce al padre e concede acqua a un prigioniero per compassione. Da quella decisione nasce la possibilità di sopravvivere alla catastrofe. La distruzione del mondo viene così collegata a un atto di pietà, e la rinascita dell'umanità a un dono inatteso.
Nella mitologia cinese, il destino di una civiltà può quindi dipendere da un gesto apparentemente minuscolo: una goccia d'acqua, un dente piantato nella terra e una zucca capace di custodire la vita mentre il mondo viene sommerso.
Cesio Endrizzi