Ok, parliamo di case infestate. Perché è il sogno bagnato di ogni adolescente con troppo tempo libero e di ogni adulto con la vita talmente noiosa che deve inventarsi un fantasma nell'armadio per provare un brivido.
"Ho comprato una casa di campagna,
ma si sentono rumori".
"La mia nonna morta mi sposta le
chiavi".
"C'è un'ombra che appare in corridoio alle tre
di notte".
E io vi guardo e vi dico: ma siete sicuri che sia la casa ad essere infestata? O siete voi che non avete il coraggio di guardarvi allo specchio?
Perché la verità, quella sporca e scomoda, è che il 99% delle cosiddette "case infestate" sono infestate da una sola cosa: la vostra testa di cazzo. E il restante 1% è roba che non vorreste mai vedere, ma non per i motivi che pensate.
Mettiamola così. Comprate una casa vecchia. Le case vecchie fanno rumore. Il legno si espande, l'impianto elettrico ronza, i tubi dell'acqua fanno quei colpi secchi. Roba normalissima. Ma voi, con la vostra mente suggestionabile, la vostra educazione cattolica, i vostri film dell'orrore visti da bambini, trasformate uno scricchiolio in un'entità.
Poi arriva la moglie/marito/convivente che vi dice "ma stai tranquillo, è solo il vento". E voi? No, voi dovete per forza alimentare il dramma. Dovete per forza avere una storia da raccontare al lavoro il lunedì mattina. Così cominciate a cercare conferme. E quando cerchi conferme, le trovi. Sempre.
Una macchia sul muro diventa un volto. Un riflesso diventa un'ombra. Un gatto che miagola diventa un bambino morto. E voi, convinti di essere sensitivi, in realtà siete solo dei poveri cristi in preda all'ansia che non hanno mai imparato a distinguere la realtà dalla suggestione.
E poi arriva il carrozzone dei ciarlatani. Medium, parapsicologi, ghost hunter. Gente che campa su questa roba. Gente che entra in casa vostra, annusa l'aria, chiude gli occhi, e vi dice "oh, sento una presenza, c'è un'entità qui, è una donna, si chiama forse Maria, è morta di parto".
E voi: "Oddio, è vero, la vecchia proprietaria si chiamava Maria!". No, coglione, si chiamava Maria come si chiamano Maria 4 milioni di italiane. È come dire "sento un uomo, si chiama forse Giuseppe". Probabilità altissime.
Questi parassiti vi spillano soldi, vi fanno credere di avere una casa infestata, e quando se ne vanno voi state peggio di prima. Perché ora siete convinti che i rumori siano veramente fantasmi. E quei rumori, adesso, li sentite più forti. Perché la suggestione è una droga, e loro ve l'hanno iniettata in vena.
Io ho girato case "infestate". Ho parlato con gente che ci viveva. E vi dico una cosa: le case non sono infestate. Le persone sì. Le persone sono piene di sensi di colpa, di lutti non elaborati, di paure irrisolte. E proiettano tutto questo sui muri che le circondano.
La vedova che sente il marito morto camminare in corridoio non sente un fantasma. Sente la sua incapacità di accettare che lui non c'è più. La bambina che vede "l'uomo nero" nell'armadio non vede un'entità. Vede la paura di crescere, la paura dell'abbandono, la paura di un mondo che non capisce.
Le case sono mattoni. Punto. I mattoni non hanno memoria. I mattoni non trattengono le anime. I mattoni sono lì, fermi, e aspettano che voi ci mettiate dentro le vostre stronzate.
Anni fa, una famiglia mi contatta. Disperati. La casa è infestata. Oggetti che si muovono, voci, ombre. I bambini non dormono più, la madre sta per avere un esaurimento, il padre parla di andarsene.
Vado a vedere. Casa normale, periferia, niente di strano. Parlo con loro. Scopro che il padre ha perso il lavoro sei mesi prima. La madre lavora 12 ore al giorno per tirare avanti. I bambini, lasciati soli, si sono costruiti un mondo parallelo. La famiglia non parla più, non cena più insieme, non si guarda più negli occhi.
Gli oggetti che si muovono? Il padre, in preda all'insonnia, li sposta e non se ne ricorda. Le voci? La televisione accesa al piano di sotto. Le ombre? I fari delle macchine che passano.
Non c'era nessun fantasma. C'era una famiglia che stava cadendo a pezzi e che aveva bisogno di un nemico esterno per non guardare il nemico interno. Io non ho fatto l'esorcismo. Ho detto loro di mangiare insieme, la sera. Di spegnere la TV e parlare. Di guardarsi in faccia.
Dopo un mese, mi chiamano. I fantasmi sono spariti. Non perché li abbia cacciati io. Perché hanno smesso di averne bisogno.
Poi, ogni tanto, capita. Capita di entrare in una stanza e sentire un peso sullo stomaco. Capita di vedere un posto dove anche il cane più stupido del mondo si rifiuta di entrare. Capita di parlare con gente che non ha niente da guadagnare e che ti racconta storie che non ha senso inventarsi.
In quei casi, lì, non so cosa dire. Forse certi luoghi trattengono qualcosa. Forse certi eventi lasciano un'impronta. Forse ci sono frequenze che non capiamo, energie che non sappiamo misurare. Forse, dico forse, ogni tanto qualcosa di veramente "altro" si manifesta.
Ma anche lì, attenzione. Perché la regola è sempre la stessa: più gliene dai, più diventano forti. Più ci credi, più ti possiedono. La soluzione? Ignorali. Fai finta di niente. Vivi la tua vita. Se c'è qualcosa, si stancherà prima lui di te. Perché i morti, se esistono, hanno tutto il tempo che vogliono. Ma i vivi hanno cose da fare. Hanno bollette da pagare, figli da crescere, amori da vivere.
Non puoi passare la vita a guardare le ombre.
Quindi, la prossima volta che senti uno scricchiolio in casa, che vedi un'ombra, che ti sembra di sentire una voce, fermati un attimo. Chiediti: come sto? Come vanno le cose nella mia vita? Ci sono problemi che non voglio affrontare? Ci sono persone che non voglio vedere? Ci sono parti di me che ho chiuso in cantina e che adesso bussano per uscire?
Perché il fantasma, quasi sempre, sei tu. Sei tu che non ti sei perdonato. Sei tu che non hai elaborato un lutto. Sei tu che hai paura del futuro. Sei tu che non sopporti il silenzio perché nel silenzio senti la tua voce, e la tua voce ti dice cose che non vuoi sentire.
Le case infestate non esistono. Esistono le persone infestate dai propri fantasmi interiori. E quelli, amico mio, non li cacci con l'acqua santa. Quelli li cacci guardandoli in faccia, accettandoli, e andando avanti.
O almeno, così dicono. Poi se una notte ti trovi davvero una figura nera in fondo al letto, beh, allora forse ripensa a tutto quello che ho scritto. O forse no. Forse a quel punto è già troppo tardi.
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