Esistono luoghi che sembrano costruiti sopra una ferita aperta della realtà. La canonica di Borley, edificata nel 1863 nel cuore della campagna britannica, è forse l'esempio più celebre e documentato di questa "oscurità architettonica". Sebbene oggi ne rimangano solo i resti, la sua leggenda continua a far tremare gli appassionati di paranormale.
Non parliamo di semplici rumori. Durante la permanenza dei reverendi Guy Smith e Lionel Foyster, la casa divenne un teatro dell'assurdo:
Incendi spontanei che divampavano senza causa apparente.
Poltergeist aggressivi: Libri e pietre che volavano attraverso le stanze, campanelli che suonavano a vuoto nel cuore della notte.
La Passeggiata della Monaca: Nelle giornate di pioggia, una figura scura veniva vista percorrere il sentiero tra la canonica e il bosco, svanendo nel nulla.
Nemmeno Harry Price, il più scettico e coraggioso cacciatore di fantasmi dell'epoca, fu risparmiato. Nonostante il suo sangue freddo, Price fuggì dalla casa dopo un incontro inspiegabile. Pensando che un suo assistente gli stesse facendo uno scherzo dietro un muro, si ritrovò faccia a faccia con una creatura simile a un enorme gatto nero che emise un urlo così atroce da "gelargli il sangue". Quel giorno, anche la scienza dovette arrendersi al terrore.
L'origine di tanto male risalirebbe a un tragico amore del XVII secolo. Si dice che una monaca francese, Maria Lairre, si innamorò di un cocchiere. Il loro tentativo di fuga finì nel sangue: lui giustiziato, lei murata viva in una cella sotterranea.
Il mistero si tinse di realtà nel 1943, quando degli scavi portarono alla luce i resti ossei di una giovane donna proprio sotto le macerie della canonica, distrutta da un incendio pochi anni prima. Erano i resti della monaca o una semplice vittima della peste seppellita in un vecchio cimitero?
Ancora oggi, chi visita il sito racconta di mattoni sospesi a mezz'aria o di un senso di oppressione insopportabile. La Borley Rectory è bruciata, ma l'energia che sprigionava sembra non essersi mai spenta.
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