È un giorno d'estate del 1954 (alcune versioni anticipano al 1952 o ritardano agli anni '60) all'Aeroporto di Tokyo Haneda. Tra la folla di viaggiatori, un uomo europeo, ben vestito, di bell'aspetto e che parla fluentemente francese, spagnolo, inglese e un po' di giapponese, si presenta al controllo passaporti. Niente di insolito, finché l'ufficiale doganale non apre il suo passaporto.
Il documento, di ottima fattura e con i timbri di diversi viaggi, indica una nazionalità che fa rabbrividire ogni burocrate: Taured. Il luogo di emissione: Andorra, ma con il nome "Taured" stampato in caratteri mai visti. L'uomo, sorpreso dalla perplessità dell'impiegato, insiste: la sua patria, Taured, esiste da mille anni. È un paese montuoso tra Francia e Spagna. Indica persino con sicurezza il punto sulla mappa: dove in realtà si trova il Principato di Andorra.
L'aeroporto, dubbioso, trattiene l'uomo, che si chiama John Allen K. (o J.C.) secondo il passaporto. È perplesso ma collaborativo, porta con sé valuta europea (franchi, sterline) e assegni di una banca sconosciuta. Nel portafoglio ha una patente di guida e documenti d'affari: è in Giappone per incontrare una ditta locale. Tutto sembra in ordine, tranne il fatto che la sua nazione non esiste.
Le autorità, sospettando un contraffattore o una spia, decidono di trattenere l'uomo in una stanza d'albergo vicina, sotto la sorveglianza di due guardie, in attesa di chiarimenti.
Controlli: Le ambasciate di Francia e Spagna non sanno nulla di un "Taured". I cartografi consultati non hanno mai sentito quel nome. I documenti, sebbene professionali, fanno riferimento ad aziende e banche inesistenti.
Il Viaggiatore: L'uomo è sempre più irritato e sconcertato. Per lui, Taured è una realtà ovvia e concreta. Mostra stupore genuino davanti alle cartine geografiche standard. "Dove è finito il mio paese?" sembra chiedere.
La Vigilia del Mistero: La sera, dopo una cena fornita dall'hotel, l'uomo viene lasciato nella sua camera, con le guardie fuori dalla porta.
La Mattina Dopo: La porta è ancora chiusa dall'interno, le guardie non si sono mosse. Ma quando entrano, la stanza è vuota. L'uomo è svanito. Le finestre sono troppo alte per essere saltate (era a un piano elevato), non ci sono passaggi segreti. I suoi effetti personali, il passaporto e i documenti, sono spariti con lui. Le indagini non porteranno mai a nulla. Il caso viene archiviato come insoluto.
L'Uomo di Taured non è un evento storico verificato. Non esistono documenti ufficiali giapponesi o rapporti di polizia che lo confermino. È una leggenda metropolitana, un "creepypasta" ante litteram che circola da decenni in libri sul paranormale (comparve forse per la prima volta nel libro di Colin Wilson & John Grant "The Directory of Possibilities" del 1981) e poi esplosa su internet. Eppure, la sua forza narrativa ha generato una serie di teorie affascinanti:
1. Teoria del Glitch nella Realtà / Universo Parallelo (la più popolare)
L'uomo proveniva da una linea temporale o un universo parallelo quasi identico al nostro, ma con una differenza geopolitica cruciale: al posto di Andorra esisteva la nazione di Taured. Attraverso una "fessura" (glitch) nella realtà, è finito nel nostro universo. La sua scomparsa sarebbe un "rimbalzo" indietro o un intervento di forze che mantengono l'ordine cosmico.
2. Teoria del Viaggiatore del Tempo
Un viaggiatore da un futuro o un passato alternativo, con documenti di un'entità politica che, nella sua linea temporale, esiste o esisterà. La sua scomparsa è il richiamo della sua epoca o un salto in un'altra destinazione temporale.
3. Teoria della Spia o del Truffatore Fantasioso
La spiegazione più razionale. Un abile impostore con documenti falsi, forse un evaso o un agente segreto in una missione fallita. La sua scomparsa sarebbe una fuga ben orchestrata, forse con complici interni all'hotel. Ma perché inventare una nazione così facilmente smascherabile?
4. Teoria Psicologica: Allucinazione o Disturbo Dissociativo
L'uomo poteva soffrire di una grave sindrome di Capgras (la convinzione che luoghi familiari siano stati sostituiti da duplicati), di un disturbo dissociativo dell'identità o di psicosi. La sua "scomparsa" potrebbe essere stata una fuga durante un vuoto di sorveglianza non registrato.
5. Teoria della Leggenda Urbana Ingegnosa
È semplicemente una storia ben costruita che tocca nervi scoperti della psiche moderna: l'ansia da identità ("e se i miei documenti non fossero validi?"), la paura di essere stranieri in un luogo ignoto, il fascino per i bug della realtà. È la versione burocratica e mid-century di un racconto di H.P. Lovecraft.
Perché la Storia è così Potente e Persistente?
Il Realismo Burocratico: La storia è ambientata nel contesto più ordinario e controllato possibile: un aeroporto. Il contrasto tra la normalità (il controllo passaporti) e l'assurdo (una nazione inesistente) è elettrizzante.
Il "Dettaglio Rassicurante": L'uomo non è un alieno. È un uomo d'affari europeo, plausibile. Parla lingue reali. Ha documenti credibili, se non fosse per quel singolo dettaglio sbagliato. Questo la rende più inquietante di un mostro palesemente fantastico.
L'Ambiguo Finale Aperto: La scomparsa inspiegabile dall'hotel sorvegliato è il colpo di genio narrativo. Trasforma un mistero geopolitico in un enigma metafisico.
Una Metafora dell'Alienazione Moderna: In un mondo globalizzato, ci identifichiamo con passaporti e nazionalità. L'idea che questi marcatori fondamentali possano essere dichiarati "non validi" dalla realtà stessa tocca una paura profonda: l'inesistenza legale e sociale.
L'Uomo di Taured è quasi certamente una creazione letteraria, un mito moderno. Non resiste a una verifica storica. Eppure, la sua resilienza nella cultura popolare è significativa.
Non è la storia di un glitch nella realtà, ma un glitch nella nostra percezione della realtà. Ci costringe a chiederci: quanto è solida la mappa del mondo che diamo per scontata? Quanto sono affidabili le nostre identità, costruite su documenti e confini?
In un'epoca di deepfake, fake news e realtà virtuale, il mito di Taured risuona più che mai. È l'incarnazione dell'ansia che, un giorno, presentandoci al grande "controllo passaporti" dell'esistenza, possiamo scoprire che il nostro "paese" – il nostro posto nel mondo, la nostra verità – non esiste nei registri ufficiali dell'universo.
Il vero mistero, quindi, non è dove sia finito l'Uomo di Taured. È perché abbiamo così tanto bisogno di credere che un uomo come lui possa essere arrivato, un giorno, da un posto che non c'è, per ricordarci la precarietà di tutti i luoghi che crediamo di abitare.
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