Nel cuore dell'estate del 1518, la città libera di Strasburgo (allora parte del Sacro Romano Impero) fu colpita da un'epidemia che non aveva nulla a che fare con febbre, tosse o bubboni. Fu un'epidemia di movimento incontrollabile. Una donna di nome Frau Troffea (o Trafea) iniziò, senza alcuna ragione apparente, a danzare freneticamente nelle strade. Non era un ballo gioioso. Era una danza compulsiva, estenuante, un'agitazione spettrale del corpo che continuava per ore, poi giorni. La sua follia si rivelò contagiosa. Entro una settimana, altre 34 persone si erano unite a lei. Entro un mese, il numero era salito a oltre 400.
Era l'inizio del fenomeno storico più bizzarro e terribile: la Tanzwut o Coreomania (dal greco choros, danza, e mania, follia).
La Cronaca dell'Assurdo: Fatti e Interpretazioni dell'Epoca
Il Contesto Storico: Un Terreno Fertile per l'Isteria
Strasburgo nel 1518 era una città sull'orlo del collasso:
Sofferenza Sociale: Afflitta da carestie ripetute, raccolti disastrosi e un aumento massiccio dei poveri.
Malattie: La sifilide e il vaiolo mietevano vittime.
Tensione Religiosa: L'anno prima, Martin Lutero aveva affisso le sue 95 tesi. L'ansia apocalittica e il senso di colpa collettivo erano palpabili.
Culto di San Vito: Un santo del IV secolo, spesso invocato contro le malattie neurologiche e la possessione. La sua ira era temuta e si credeva potesse infliggere una "danza" punitiva.
La Risposta delle Autorità: Una "Cura" Fatale
Il Consiglio cittadino e i medici dell'epoca, in linea con la teoria umorale galenica, diagnosticarono un eccesso di "sangue caldo" nel cervello. La loro prescrizione fu tanto logica quanto catastrofica: ballare per espellere l'umore corrotto.
Ordinarono quindi:
La costruzione di palchi di legno in piazze e mercati.
L'assunzione di musicisti professionisti (suonatori di pipe e tamburi) per accompagnare i danzatori giorno e notte.
L'ingaggio di ballerini forti per sostenere i malati.
Fu un tentativo disperato di "incanalare" la malattia, ma di fatto istituzionalizzò e alimentò l'epidemia. Il ballo divenne un obbligo pubblico, trasformando l'isteria in uno spettacolo orribile.
Il Ballo della Morte: La Tragica Conclusione
I danzatori non riposavano. Ballavano finché il corpo non cedeva. Le cronache dell'epoca parlano di:
Sudorazione sanguinolenta (ematidrosi, un fenomeno reale da estremo stress).
Infarti, ictus, collassi per sfinimento.
Morte per disidratazione, fame o esaurimento.
Le stime parlano di 15-20 morti al giorno nel picco dell'epidemia.
Solo all'inizio di settembre l'epidemia si esaurì. Le autorità, realizzando l'errore, cambiarono strategia: bandirono musica e balli, organizzarono processioni a San Vito, e infine condussero i danzatori sopravvissuti in pellegrinaggio al santuario del santo a Saverne, dove furono esorcizzati e sottoposti a rituali di purificazione.
Le Ipotesi Scientifiche Moderne: Cosa Scatenò la Peste Danzante?
Gli storici e i neurologi oggi respingono l'idea di una malattia fisica contagiosa unica. Le teorie più accreditate sono:
1. Isteria di Massa (Disturbo Psicogeno di Massa)
La spiegazione principale. In condizioni di stress estremo (carestia, malattie, ansia religiosa), la comunità sviluppa una manifestazione fisica collettiva di angoscia. Il ballo era una forma di catarsi, un linguaggio del corpo per esprimere un trauma sociale indicibile. Una volta che il comportamento fu osservato (con Frau Troffea come "paziente indice"), si diffuse per suggestione, imitazione e pressione psicosociale in una popolazione già suggestionabile.
2. Intossicazione Alimentare da Ergot (Ergotismo)
L'ergot è un fungo parassita della segale (Claviceps purpurea) che, se mangiato, produce alcaloidi simili all'LSD. Può causare:
Allucinazioni, convulsioni, sensazioni di bruciore (il "Fuoco di Sant'Antonio").
Contrazioni muscolari involontarie che potrebbero sembrare una danza.
Tuttavia, l'ergotismo di solito causa cancrena e paralisi, non un'attività motoria prolungata per giorni. Inoltre, i sintomi descritti a Strasburgo non includono le tipiche allucinazioni o la gangrena.3. Malattie Neurologiche Preeistenti
Alcuni danzatori potrebbero aver sofferto di epilessia, corea di Sydenham o altre condizioni che causano movimenti involontari, ma questo non spiega il carattere epidemico e sociale.
4. Rito di Culto o Protesta Sociale Inconscia
Alcuni storici vedono nella danza una forma estrema di pellegrinaggio penitenziale autoinflitto, una punizione corporale per espiare i peccati della comunità e placare la collera divina. Potrebbe essere stata anche una protesta muta dei poveri e degli emarginati, che attirò l'attenzione (seppur in modo tragico) sulla loro disperazione.
L'Impatto Culturale: Il Ballo come Sintomo di un Mondo che Crolla
La Peste Danzante del 1518 non fu un evento isolato. Fa parte di una serie di epidemie di danza medievali (la più famosa fu ad Aquisgrana nel 1374). Ma quella di Strasburgo è la meglio documentata.
Esempio Estremo di Comportamento di Folla: Dimostra come la paura e la suggestione possano sovrascrivere l'istinto di sopravvivenza.
Finestra sulla Psicologia delle Crisi: Mostra come le società premoderne cercassero di dare un senso (attraverso la religione o la medicina umorale) a fenomeni psicologici incomprensibili, a volte con conseguenze letali.
Metafora Potente: È diventata un archetipo nella letteratura, nel cinema e nell'arte per rappresentare l'isteria collettiva, l'ossessione e l'autodistruzione di una società sotto stress.
La Peste Danzante del 1518 non fu un'epidemia nel senso moderno. Fu un'epidemia di significato—o meglio, della sua assenza. Fu il sintomo fisico di un corpo sociale malato, che cercava di espellere il proprio male attraverso l'unico rituale catartico che riusciva a concepire: il movimento incessante.
I danzatori di Strasburgo non morirono per una malattia infettiva, ma per uno stress psicosociale così profondo da diventare fisiologico, moltiplicato dalla risposta maldestra delle autorità. La loro storia è un monito agghiacciante sul potere dell'isteria collettiva e sui pericoli di diagnosticare e "curare" il disagio sociale con gli strumenti sbagliati. Ci ricorda che a volte, la follia più pericolosa non è quella di chi danza, ma di chi, credendo di agire razionalmente, costruisce il palco e ingaggia i musicisti per accompagnarla fino alla morte.
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