martedì 29 settembre 2026

ATENA O ARES: CHI È NATO PRIMA TRA LE DUE DIVINITÀ DELLA GUERRA?

 


Atena è generalmente considerata più anziana di Ares nella genealogia mitologica greca, anche se le fonti antiche non forniscono una cronologia precisa delle nascite degli dèi olimpici. La risposta emerge soprattutto dalla discendenza di Zeus e dalle diverse tradizioni che raccontano l'origine delle due divinità.

Per comprendere il rapporto fra Atena e Ares, bisogna risalire alle origini del cosmo descritte da Esiodo nella Teogonia. All'inizio esiste Caos, dal quale emergono Gaia, il Tartaro ed Eros, insieme alle altre potenze primordiali che compongono il mondo divino. Gaia genera Urano, che diventa suo consorte, e dalla loro unione nasce una generazione di Titani, oltre ai Ciclopi e agli Ecatonchiri.

Tra i Titani figurano Crono e Rea, genitori della generazione olimpica. I loro figli comprendono Zeus, Poseidone, Ade, Estia, Demetra ed Era. La lotta fra Zeus e i Titani, culminata nella sconfitta di Crono e dei suoi alleati, segna il passaggio a un nuovo ordine divino, dominato dagli dèi olimpici.

È all'interno di questa generazione che si collocano Atena e Ares, ma le loro origini sono profondamente differenti.

Ares è figlio di Zeus ed Era. Nella mitologia greca rappresenta la dimensione più violenta della guerra: lo scontro fisico, il furore dei combattenti, il sangue e la distruzione. Non incarna necessariamente tutte le virtù militari, quanto piuttosto l'impeto brutale della battaglia. La sua figura è spesso ambivalente e, nei poemi omerici, viene persino derisa o ferita da altri dèi ed eroi.

Atena, invece, nasce da Zeus e Meti, una divinità associata all'intelligenza, alla prudenza e alla capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Secondo il mito più celebre, Zeus inghiotte Meti dopo aver appreso una profezia secondo cui i suoi discendenti potrebbero minacciare il suo potere. In seguito, Atena emerge dalla testa di Zeus, già adulta e armata.

Questa nascita straordinaria ha un significato simbolico preciso: Atena rappresenta l'intelligenza strategica, la razionalità e la capacità di organizzare la forza. Se Ares incarna spesso la guerra nella sua dimensione incontrollata, Atena rappresenta l'arte militare guidata dalla conoscenza e dalla disciplina. Entrambi sono legati alla guerra, ma non ne esprimono lo stesso volto.

La genealogia di Atena presenta tuttavia una particolarità importante. Zeus aveva già generato figli prima della sua nascita, e le fonti mitologiche non costruiscono una successione cronologica completa e coerente di tutte le divinità olimpiche. Non è quindi possibile stabilire l'età relativa di ogni dio con la precisione di una cronologia storica.

Ciononostante, Atena viene normalmente considerata più anziana di Ares nelle ricostruzioni genealogiche che collocano la sua nascita prima di quella del figlio di Zeus ed Era. La differenza decisiva non sta tanto in un'età misurabile, quanto nel ruolo che le due divinità occupano nell'immaginario greco.

Atena è la protettrice di Atene e di altre città, patrona della sapienza, dell'artigianato e della strategia militare. La sua presenza suggerisce che la vittoria non dipenda soltanto dalla forza fisica, ma anche dalla pianificazione e dalla capacità di comprendere il nemico. Ares, al contrario, rappresenta il prezzo più immediato e feroce del conflitto.

La contrapposizione non significa che Atena sia estranea alla violenza o che Ares sia privo di ogni funzione divina positiva. Entrambi appartengono a un universo religioso nel quale la guerra è una realtà inevitabile e pericolosa. La mitologia greca, però, distingue fra la forza che si abbandona all'impeto e quella che viene guidata dall'intelligenza.

La risposta alla domanda iniziale è dunque Atena, secondo la genealogia comunemente ricostruita. Ma il mito lascia qualcosa di più interessante di una semplice classifica anagrafica: due divinità legate alla stessa attività, la guerra, possono rappresentare principi radicalmente differenti. Una ricorda la potenza del furore; l'altra, quella della mente che sa governarlo.

Cesio Endrizzi

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