La cosiddetta combustione spontanea umana (Spontaneous Human Combustion, SHC) è il nome dato a una serie di casi nei quali una persona è stata trovata gravemente o completamente carbonizzata senza che sia stata immediatamente individuata una fonte evidente di incendio.
Nonostante siano stati riportati numerosi casi nel corso dei secoli, non esiste una prova scientifica convincente che dimostri che un corpo umano possa prendere fuoco spontaneamente, cioè senza una fonte esterna di ignizione.
Uno dei casi storici spesso citati risale al 1470 e riguarda Polonus Vorstius, descritto da alcune fonti come un uomo che avrebbe preso fuoco dopo aver bevuto vino. Tuttavia, le testimonianze di questo tipo appartengono alla letteratura storica e non possono essere considerate prove scientifiche secondo gli standard moderni.
Uno degli aspetti più sorprendenti dei presunti casi di combustione spontanea è il fatto che il corpo può risultare gravemente carbonizzato mentre l'ambiente circostante presenta danni relativamente limitati. In alcuni casi mani e piedi risultano inoltre meno danneggiati rispetto al tronco.
Questi fenomeni, però, possono essere spiegati senza ipotizzare una combustione spontanea.
La principale spiegazione proposta dagli studiosi è il cosiddetto effetto stoppino (wick effect).
Il modello funziona in modo simile a una candela. Una fonte esterna di calore, come una sigaretta, una brace o una fiamma, può incendiare gli abiti della persona. Il calore provoca successivamente la fusione e la combustione del grasso corporeo.
Il grasso funziona come il combustibile della candela, mentre gli indumenti agiscono come una sorta di stoppino.
In determinate condizioni questo processo può continuare per molto tempo, producendo una combustione relativamente lenta e localizzata. Questo spiega perché un corpo possa subire danni estremamente gravi senza provocare necessariamente un incendio generalizzato nell'ambiente.
Il fenomeno è particolarmente evidente nel tronco, dove si trova una quantità significativa di tessuto adiposo. Le parti del corpo con meno grasso possono invece subire danni differenti.
È quindi importante distinguere tra combustione spontanea e incendio di un corpo con una fonte di ignizione non immediatamente identificata.
La prima richiederebbe che il corpo iniziasse a bruciare autonomamente, cosa per la quale non esiste una spiegazione scientifica dimostrata.
La seconda, invece, è perfettamente compatibile con la fisica della combustione e con il cosiddetto effetto stoppino.
Per questo motivo, oggi la combustione spontanea umana rimane soprattutto un termine storico e descrittivo, non la dimostrazione dell'esistenza di un fenomeno soprannaturale o di una capacità del corpo umano di incendiarsi spontaneamente.
Cesio Endrizzi
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