giovedì 21 maggio 2026

Il cerchio delle streghe: quando i funghi disegnavano il male

 



Nei prati, nei pascoli, talvolta nei giardini. Un cerchio perfetto tracciato sull'erba: fuori, l'ombra è rigogliosa e scura; sul bordo, i funghi spuntano in fila come sentinelle; dentro, l'erba è bruciata, secca, talvolta morta. Per secoli, chi ha visto questi cerchi ha evitato di avvicinarvisi. Perché lì, si diceva, le streghe ballano.

Il nome è suggestivo e inquietante: cerchio delle streghe (o fairy ring, "anello delle fate", in inglese). E per secoli, prima che la scienza spiegasse il fenomeno, la paura ha fatto il resto.

Secondo la tradizione popolare europea, in particolare in Germania e nelle regioni celtiche, i cerchi di funghi erano il segno lasciato dal sabba notturno delle streghe. Qui, al chiaro di luna, le streghe si riunivano per ballare in tondo, intrecciando incantesimi e invocando spiriti maligni. L'erba all'interno del cerchio, calpestata dalla loro danza, moriva bruciata dal passaggio delle creature infernali. I funghi che spuntavano sul bordo erano le loro dita affioranti dalla terra, o le gocce di veleno cadute durante il rito.

In altre culture, i cerchi erano attribuiti alle fate o agli elfi. Entrare in un fairy ring significava essere rapiti dal mondo degli spiriti, scomparire per anni (o per sempre) o tornare invecchiato di cento anni in una sola notte. Chi osava varcare il confine, si diceva, sarebbe stato costretto a ballare con le fate fino alla follia.

In Olanda e in Scandinavia, i cerchi erano invece il segno lasciato dal diavolo, che qui faceva inacidire il latte e marcire i raccolti. Meglio starne alla larga.

Oggi, naturalmente, sappiamo che i cerchi delle streghe sono un fenomeno naturale, ben noto e studiato dalla micologia (la scienza che studia i funghi). Non c'è magia. C'è solo un organismo straordinariamente paziente: il micelio.

Il fungo che più spesso forma questi cerchi è il Marasmius oreades, detto anche "fungo della fame" o "falso mousseron". Ma anche altre specie, come il Clitocybe geotropa e il Lepista sordida, possono creare anelli spettacolari.

Il corpo del fungo, a differenza della parte che vediamo (il cappello e il gambo), è sotterraneo. Si chiama micelio: una rete fittissima di filamenti biancastri (ife) che si estende nel terreno, assorbendo nutrimento e umidità. Il micelio cresce dal centro verso l'esterno, come una macchia d'olio che si allarga.

Man mano che il micelio si espande, consuma tutte le sostanze nutritive del terreno (azoto, fosforo, potassio). Al centro, dove il micelio è più vecchio, il terreno diventa povero, quasi sterile. L'erba, priva di nutrimento, ingiallisce e muore. Sul bordo, invece, dove il micelio è giovane e attivo, i nutrienti sono ancora abbondanti. E qui, in autunno, quando l'umidità è alta, spuntano i carpofori (i funghi veri e propri), disposti in cerchio.

Il cerchio delle streghe è un organismo vivo, in continua espansione. Ecco come funziona:

  1. Nascita: un micelio inizia a crescere da una singola spora. Il primo anno, i funghi spuntano in un piccolo cerchio quasi invisibile.

  2. Crescita: ogni anno, il micelio si espande verso l'esterno di alcuni centimetri (fino a 20 cm in condizioni ideali). Il bordo avanzante è ricco di funghi; la zona centrale, ormai esaurita, diventa una corona di erba secca e morta.

  3. Morte del centro: dopo molti anni, i nutrienti al centro possono essere parzialmente restituiti al terreno grazie alla decomposizione del micelio morto. L'erba, allora, può ricrescere. Si forma così un doppio anello: un cerchio esterno di funghi (il bordo attivo) e un cerchio interno di erba rigogliosa (dove il terreno si è rigenerato).

  4. Scontro tra anelli: quando due cerchi in espansione si incontrano, i miceli combattono per il territorio. Se uno è più forte o più vecchio, l'altro muore. Talvolta si formano figure complesse, con anelli concatenati o interrotti.

Se non incontrano ostacoli, i cerchi delle streghe possono crescere per secoli, diventando enormi. Il diametro medio di un anello maturo è di 3-10 metri, ma non ci sono limiti teorici.

L'anello più grande mai documentato si trova in Francia, nel dipartimento del Belfort, formato dal fungo Clitocybe geotropa. Ha un diametro di circa 600 metri (un chilometro di circonferenza!) e si stima che abbia 700 anni. È una vera e propria cattedrale sotterranea, cresciuta lentamente, anno dopo anno, mentre intorno le guerre, le carestie e le rivoluzioni spazzavano via generazioni di umani.

I cerchi delle streghe non sono pericolosi. Non c'è magia, non ci sono streghe, non ci sono fate. Ma c'è una raccomandazione: non raccogliere e mangiare i funghi dei cerchi delle streghe a meno che tu non sia un esperto micologo. Alcune specie che formano anelli sono commestibili (come il Marasmius oreades), altre sono velenose. E anche quelle commestibili, se crescono in prati trattati con pesticidi o in prossimità di strade, possono accumulare sostanze tossiche.

Inoltre, l'erba all'interno del cerchio non è "maledetta". È semplicemente morta per fame. Puoi camminarci sopra, puoi tagliarla, puoi lasciarla rigenerare. Il cerchio non ti farà nulla.

Eppure, quando si vede uno di questi anelli perfetti in un prato all'alba, con la rugiada che brilla sui fili d'erba e i funghi che sembrano disposti apposta, è difficile non provare un brivido. Forse le streghe non ci ballavano davvero. Ma qualcosa, in quella geometria perfetta, continua a sembrarci sacro e misterioso.

Il cerchio delle streghe è uno dei rari casi in cui la natura crea una forma geometrica perfetta senza l'intervento umano. E la sua perfezione è inquietante, proprio perché è involontaria. È il caso di dirlo: la natura imita l'arte (e talvolta, la superstizione).

Oggi, quando vedi un cerchio delle streghe, puoi fare due cose: studiarlo con l'occhio del biologo, calcolando l'età e l'espansione del micelio. Oppure fermarti un attimo, immaginare le streghe che ballano al chiaro di luna, e sorridere. Tanto, i funghi continueranno a crescere lo stesso. E le storie, a essere raccontate.



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